La nostra storia
HOLLIN è stata fondata da Dian VAULTIER, soprano nata nello Hunan, in Cina, arrivata in Francia nel 2019. La maison unisce le sue due eredità, l'attenzione per le materie prime del mondo agricolo e il rigore della scena lirica, in tè dai nomi spesso ispirati all'opera. Vedi anche Chi siamo.

DAL PALCOSCENICO ALLA CASA DEL TÈ
Sono nata nello Hunan, in Cina, in una famiglia strettamente legata al mondo agricolo. Mio padre ha fondato e sviluppato lì la sua impresa nel settore agricolo.
Sono cresciuta con un'idea semplice: prima di un prodotto, ci sono un'origine, una materia prima e il lavoro di chi la produce.
Nel 2019, sono venuta in Francia per conseguire un Artist Diploma in canto lirico. Mi sono poi esibita sul palcoscenico come soprano.
A prima vista, il mondo agricolo e quello dell'opera sembrano molto distanti. Eppure, questi due retaggi sono all'origine di HOLLIN.
Dal primo deriva la mia attenzione per l'origine delle materie, per la loro qualità e per ciò che possono esprimere senza artifici.
Dal secondo derivano il rigore, il senso della composizione, la precisione del gesto, ma anche un certo modo di costruire un'emozione.
HOLLIN è nata dal loro incontro.
Il tè è diventato il punto di partenza perché riunisce ciò che conta di più per me: materia, gesto, tempo e cultura. Tra la Cina, dove sono cresciuta, e la Francia, dove è nata HOLLIN, è diventato un modo per mettere in relazione queste due prospettive.
Da HOLLIN, tutto ha inizio dalla scelta delle materie: il tè, ma anche fiori, frutti, scorze e spezie, selezionati con cura e poi miscelati per trovare il loro equilibrio. La maggior parte delle nostre creazioni si attiene a questi ingredienti; alcune, come L’Éclaircie o Jardin d’Aube, utilizzano con parsimonia un olio essenziale per mettere in risalto una nota più espressiva.
LA MUSICA COME FILO CONDUTTORE
La musica classica non è mai scomparsa dal mio lavoro.
Attraversa la Maison, persino nei nomi di alcuni tè: Rosenkavalier, Madame Butterfly, Les Pêcheurs de perles, ma anche Apparition e Green, due melodie di Claude Debussy.
Questi nomi non sono semplici riferimenti culturali aggiunti a posteriori. Sono un punto di partenza creativo.
Un'opera ha un colore, un ritmo, una tensione, a volte persino una consistenza. Cerco di tradurre nella tazza qualcosa di quell'atmosfera.
Comporre un tè segue quindi una logica simile a quella di una partitura: ogni elemento deve trovare il proprio posto senza cancellare gli altri.
Un fiore, un frutto, una spezia o una foglia devono conservare la propria voce.
IL NOME HOLLIN
Il nome HOLLIN nasce da una prima idea: All-in, impegnarsi pienamente in ciò che si intraprende.
The Chinese characters « 好联 » (hǎo lián), whose sound echoes the name HOLLIN, then offered it a second reading. « 好 » evokes what is good or right; « 联 », the bond and the act of connecting.
Insieme, li interpretiamo come l'idea di una giusta connessione: tra un'origine e una creazione, tra una materia e un'emozione, tra ciò che si riceve e ciò che si trasmette.
Per me, HOLLIN non rappresenta quindi una rottura con la musica.
È un altro modo di comporre.

Fondatrice di HOLLIN